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Eminenza grigia
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| Qtek2020 - Front |
Un termine che riporta alla mente racconti di cappa e spade, e trame occulte.
Riferito al Cardinale Richelieu, che, stando ai racconti di Dumas “manovrava” Luigi XIV secondo i suoi voleri, è passato ad indicare chi, nell’ombra, svolge impeccabilmente il suo ruolo, senza mai esporsi, o lasciando che altri agiscano seguendo i loro dettami.
E’ quello che HTC ha fatto con il QTek 1010 (Wallaby o XDA), mentre, per conto di Compaq prima e HP adesso realizzava la serie iPAQ.
Per chi non lo sapesse, il QTek 1010 rappresentava il primo e vero PDA Phone equipaggiato con il nuovo, all’epoca, PocketPC2002 Phone Edition, edizione “speciale” del sistema operativo per palmari di casa Redmont.
La macchina, interessante sotto molti punti di vista, aveva il torto di nascere, suo malgrado, già “vecchia”.
Spinta da uno StrongARM a 206MHz, ed equipaggiata con un display convenzionale, era inoltre priva di slot I/O e dolorosamente mancante di Bluetooth. Pecche che ne hanno limitato la diffusione ed il successo che avrebbe meritato. Ma alla HTC, complice anche l’esperienza maturata collaborando con HP/Compaq, non sono rimasti con le mani in mano...
All in one, One in All
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| Qtek2020 - Back |
Così cantava Brendan Perry nel lontano 1986, e questa frase calza come un guanto rispetto al Qtek 2020, erede e non figlio del precedente modello.
Difatti, anche allo sguardo più distratto, non sfuggono le radicali differenze tra i due modelli.
Davvero, pare che in comune abbiano solo la dicitura QTek, dato che il 2020 è diverso non solo nelle specifiche, ma anche nel form factor.
Siamo dinanzi allo stesso step evolutivo che Compaq ha intrapreso “abbandonando” la serie 3xx0/5xx0 per la 4xxx0.
Il primo particolare che salta all’occhio è la sparizione dell’antenna sporgente, che ospitava anche il pennino. Il nuovo QTek possiede sinuose linee tondeggianti, un rinnovato pad centrale, cromature di buon livello, ed una disposizione a quadrilatero dei tasti.
Confermata invece la zigrinatura posteriore, che ne facilita la presa.
Sempre osservando il lato inferiore, oltre ad un microspecchietto utile per l’autoscatto e alla nuova digicamera integrata, vediamo anche una placca nera in plastica. E’ l’antenna del QTek, soluzione alla “Nokia”, che ne riduce appunto gli ingombri.
Il lato zigrinato, nasconde una ulteriore sorpresa. Agendo su un bottone cromato è possibile rimuoverlo, per mettere a nudo lo slot della batteria, l’alloggiamento della sim ed uno strano connettore, del quale parleremo approfonditamente a breve.
La batteria è una generosa 1200MHa, che promette di erogare potenza a tutto spiano per autonomie considerevoli. Inoltre, sulla sua removibilità si sono spesi fiumi di parole. Una volta esaurita non si deve riconsegnare il PDA in assistenza, ma basterà ricomprarla. Oppure aumentare virtualmente l’autonomia con un una o più batterie aggiuntive.
Il meccanismo di ritenzione della Sim, invece, appare fragile e macchinoso. Non è previsto nessino spazio aggiuntivo per alloggiare una seconda sim.
Rigirandolo, sul lato superiore possiamo notare due led di attività, che pulsano rispettivamente di luce blu (led Bluetooth), rossa lampeggiante se abbiamo un appuntamento o una chiamata persa, giallo in ricarica, e verde se la batteria è carica. Inoltre, in condizioni normali, lampeggia di verde per segnalare la presenza di campo.
Tra i due led c’è l’interruttore che aziona lo spegnimento del display. In maniera analoga alla serie iPAQ, una pressione prolungata spegne la retroilluminazione, con tutto vantaggio per la batteria.
Sempre in alto, ma frontalmente, trovano alloggiamento i due bottoni agenda e rubrica.
Una scelta intelligente, che consente di snellire il frontale, e farlo sembrare meno massiccio.
Invece, in basso, avremmo il tasto accetta e rifiuta chiamata, in verde e rosso retroilluminati, ed un pratico e comodo pad, sensibile e preciso.
Il display è una piacevole sorpresa. Non luminoso come quello degli iPAQ (scelta giustificabile dai minori consumi, vera spina nel fianco di ogni PDAPhone), ms dai colori morbidi e precisi, e dalla nitidezza impeccabile.
Anche se 320x240, è uno dei migliori display che mi sia capitato di vedere, a mio avviso superiore anche (risoluzione a parte) al PalmOne T3. Il poter spegnere la retroilluminazione lascia presagire una buona visione alla luce del sole.
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| Qtek2020 - Side |
In basso, invece, il connettore dell'alimentazione e sincronia non deve trarre in inganno. Non è Pin to pin compatibile con quello degli iPAQ, anche se meccanicamente è lo stesso. Qualsiasi tentativo d’inserimento di caricabatterie o accessori per iPAQ potrebbe danneggiare irreversibilmente il povero ed incolpevole QTek. Quindi, uomo avvisato...
Dentro questa notevole carrozzeria batte un cuore potente e performante, l’XScale da 400MHz, coadiuvato da ben 128MB di ram ed 14MB di Flashrom resistente agli hardreset.
La sezione telefonica, è una affidabile Triband autocommutante, GPRS classe 10 e classe 8.
E’ presente anche una CMOS Cam da 640x480 in grado di effettuare anche clip video in formato MP4
Ovviamente non poteva mancare il Bluetooth, voce e dati, ed uno slot SD I/O. Manca il WiFi, ma sarebbe stato chieder troppo?
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| Qtek2020 - Slot |
In teoria no, data anche la presenza di uno “strano” slot appena sotto la batteria. Una rapida ricerca sul web ha confermato trattarsi di un minislot di espansione, in grado di pilotare una batteria esterna, uno slot CF, ed una ipotetica scheda/dorso WiFi. Una prospettiva interessante, che senz’altro, se questi accessori verranno realizzati, consentirà di salvaguardare l’investimento.
Fuori dalla scatolaLa dotazione è più che generosa. CD rom con Active Sync 3.7 e Outlook 2002, caricabatteria sia per cradle che da viaggio, doppio pennino (in alluminio e plastica, elegantissimo), custodia in similpelle con nottolino da cintura, e cradle con slot per alimentare una seconda batteria. Il tutto impacchettato con cura e precisione maniacale.
Pollice verso invece per il manuale, approssimativo e riduttivo. E non è solo un problema di localizzazione...
Un test lungo una settimanaIn realtà la prova principe del QTek è avvenuta sabato, durante una giornata densa di avvenimenti che ne hanno messo a dura prova la fibra. E da questo test forzato ne è uscito vincente.
Innanzitutto l’autonomia. Non nascondevo, memore delle mie precedenti esperienze PocketPCistiche e della durata non da record del mio attuale palmare, un Tungsten T3, di nutrire qualche pregiudizio e patema d’animo, tale da farmi portare sempre con me il caricabatteria.
Nulla di più sbagliato: il QTek 2020 ha una grande autonomia, tale da consentirmi di poter coprire una giornata d’uso pesante lontano dalle prese elettriche.
La sezione GPRS/GSM è da applauso, nonostante una pesante latenza nel riprendere il segnale. Resta il problema comune a tutti di device con Windows Mobile 2003 di non avere un comando rapido di disconnessione dal GPRS, ma questo si risolve usando uno degli svariati programmi presenti nel circuito dei freeware; il QTek agguanta il segnale e come un mastino non lo molla se non messo alle strette. Sul treno per Viterbo, già banco di prova per la
GC79 Sony-Ericcson il QTek mi ha permesso di poter chattare con MSN in tutta scioltezza, nonostante le solite antenne prepotenti di Radio Vaticana, le splendide colline romane e le gallerie.
Altro caso limite, in piena campagna, in una situazione che rammentava quella descritta in uno spot con Leonardo Di Caprio, ho ricevuto una email e risposto al volo nonostante il segnale radio piuttosto debole. Inoltre ho apprezzato molto l’integrazione degli SMS con PocketOutlook, potendo passare da account ad account solo con il pad centrale.
L’utilizzo con una cuffia Bluetooth Sony Ericcson HBH-35 si è dimostrato perfetto ed intuitivo. Le chiamate venivano instradate immediatamente alla cuffia, e potevo rispondere semplicemente toccando l’apposito bottone, in modo trasparente e semplice.
La qualità audio è eccellente sulla mia HBH-35, eccellente usando la cuffia stereo in dotazione, mediocre con l’altoparlate interno, invero piuttosto sedato ed accettabile con il vivavoce integrato.
Come telefono ed integrazione dunque il QTek passa l’esame a pieni voti, grazie ad un software di gestione impeccabile e perfettamente integrato con il Sistema Operativo, a differenza di altre soluzioni, con l’unico problema di una non perfetta qualità dell’altoparlante interno.
Nulla di nuovo invece dal fronte palmare. Essendo il QTek un PocketPC con Windows Mobile 2003, non ha nulla di peculiare rispetto alla concorrenza. L’autonomia è eccellente, riuscendo a tirare una giornata. Del resto non ha nulla più di un iPAQ 1940.
L’uscita audio è pulita, ma non “spaccatimpani” come quella del QQAAXX, mentre la velocità operativa è altissima. Grande compatibilità e stabilità con software anche per PocketPC 2002, mentre solo Everquest, il gioco di ruolo di Sony ha mostrato una strana incompatibilità con la sezione telefonica, inchiodandosi ogni qual volta ricevevo una telefonata.
Unica eccezione è l’applicativo che gestisce la fotocamera integrata, sviluppato dalla IA (gli stessi di IArtist ed IAPhoto).
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| Qtek2020 - Giorno 01 |
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| Qtek2020 - Giorno 02 |
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| Qtek2020 - Notte 01 |
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| Qtek2020 - Notte 02 |
La qualità della cattura di immagini è eccellente, dato che batte di enormi lunghezze quella del QQAAXX, e letteralmente umilia quello dello Zire 71. Con poche tappate si possono regolare infiniti parametri, come luminosità, contrasto, modo notturno ed effetti seppia. Da qualche immagine scattata di notte, ho potuto apprezzare la qualità del risultato, anche in situazioni palesemente al limite.
Grandi performance anche per il Bluetooth, che ha un raggio effettivo di 5 metri, e che consente (con l’applicativo WModem) di trasformare il QTek in un modem GPRS compatibile con tutti i sistemi operativi.
Dunque una macchina perfetta? Un’astronave?
Forse... In realtà, complice una localizzazione non proprio filologicamente corretta qualche remora rimane.
E’ molto fastidioso, considerando anche la caratura della macchina, doversi scontrare con “Scanalature GPRS” invece di “Slot GPRS”, schermate in spagnolo, o “Attivatto”. Il che non lascia trasparire una gran cura per i particolari, che potrebbe indispettire considerando anche il costo dell’apparato.
Un problema che potrebbe affliggere macchine di fascia bassa, ma non è affatto accettabile per una “corazzata” qual è il QTek 2020.
Per concludere
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| Qtek2020 - Confronto |
Il QTek 2020 ha i numeri per ridefinire il canone di PDA. Leggero e compatto, più piccolo di un 3970 o di un Tungsten W, ma più grande di un 1940 o T3, infrange i limiti delle soluzioni raggiunte dal Treo 600 (Bluetooth ed un ottimo display), P900 (completezza, memoria, display e compatibilità con il mondo del web) e Tungsten W (Bluetooth, dimensioni, potenza di calcolo, memoria). La Dangaard, che lo distribuisce in italia, dovrebbe fornirlo ad prezzo che si annuncia competitivo.
Non nascondo che, per me, nato su PocketPC e poi convertito al Palm, il QTek è stata una tentazione notevole, alla quale non ho saputo resistere.
Al momento è la migliore soluzione PDA/Cellulare. Per chi viene dal PocketPC, nessun compromesso. Per chi è Palmista, beh, lo guardi con attenzione... Forse sospirando direbbe “Grande macchina, peccato per il SO”.
In fondo, cambiare piattaforma per lui sarebbe un gran compromesso. L’unico che il QTek avrebbe.